Le storie sono la geografia del nostro territorio

Iscriviti alla newsletter privata che racconta gli spazi dove abiti.
Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)
Home / Orizzonti / Intraprendenza femminile / Due chiacchiere con la coach Fiorella Pallas

Due chiacchiere con la coach Fiorella Pallas

Siamo bravi a tenere in vita i fiori. Ci ricordiamo a memoria tutte le capitali del mondo. Collezioniamo il sorriso degli altri e facciamo di tutto per accoglierlo. Parliamo meglio con la nostra creatività che con i discorsi di tutti. L’elenco di quello che siamo non si riesce a contenere in un articolo, figuriamoci in un sottotitolo. Un posto, però, per tutte queste benedette soft skills dobbiamo trovarlo. «Al centro della nostra vita» azzarda, addirittura, la trainer e talent scout Fiorella Pallas.

di Miryam Scandola

QUANTE VOLTE andiamo davvero a curiosare nel retrobottega delle nostre capacità?  Di rado e di sfuggita, diciamolo. Perché tutta quella massa di competenze trasversali che ci sono capitate in sorte, non trovano spazio di applicazione nel frastuono professionale di ogni giorno. Ed è qui che ci sbagliamo, «sono abilità spontanee e quindi non le vediamo, non diamo loro importanza. Ci vengono facili – spiega Fiorella Pallas  coach fondatrice della Shine Your Talent training – e oggi solo ciò che comporta sforzo, merita di essere perseguito».

A volte, riusciamo a capire in cosa siamo davvero bravi tardi. Solo se ci rincorrono per dircelo. «Si pensa sempre al talento come a qualcosa che capita in dono a pochi». Ma la verità, almeno stando ad una delle trainer più conosciute d’Italia, residente a Roma ma richiesta in tutto il Bel paese, è che «l’eccellenza non è l’eccezione di alcuni ma la possibilità di tanti». Siamo avvolti da quel preciso paradigma che concede il successo solo se impariamo tutte le cose che non sappiamo fare.

La rivoluzione della Pallas ha, invece, modelli diversi. Come il metodo predicato dalla società americana Gallup che, conducendo studi per 40 anni su oltre 300 mila soggetti, ha creato una sorta di canovaccio dei talenti. Sarebbero 34 quelli presenti in ciascuno di noi. In misure e gradazioni diverse, certo, ma i primi cinque sono quelli che ci disegnano. La sfida sta tutta nell’individuare  la nostra cinquina di qualità visto che «in media le persone ne indovinano una o due».

E POI via libera? Assecondiamo senza remore la nostra inclinazione? Non è così facile, i talenti sono come quelle tracce bianche e rosse che segnano i sentieri. «Indicano, diciamo, la strada che potrebbe prendere la nostra passione». Ma non basta guardarle le nostre soft skills; bisogna allenarle. Come fa un cantante che non si ferma al dono della voce, ma prova, fatica, migliora. «Il talento spontaneo diventa un punto di forza solo se praticato».

Fiorella Pallas per evitare fraintendimenti, ci ha costruito pure un acronimo sulla sua teoria: CPU che sta per conoscenza, percezione, utilizzo. In sostanza, dopo aver scoperto le nostre piccole doti naturali bisogna mettersi lì a coltivarle, «altrimenti non ti comporterai mai da talentuoso». I vantaggi non si contano, visto che, stando alle statistiche, una persona che padroneggia i suoi talenti, ha una curva di apprendimento molto più elevata: può maturare competenze tecniche in qualsiasi settore in soli 2 anni, rispetto ai 10 che normalmente impiegherebbe.

NON È SOLO una bella teoria, quella della Pallas ma una storia “provata”.  Manager nel marketing per Danone (quando il Gruppo lanciò l’acqua Vitasnella c’era anche lei, per capirci)  dopo 15 anni ha lasciato tutto perché «tenevo il malox  sul comodino, e non facevo quello per cui ero nata». Nel 2010 ha seguito la passione e l’ha trasformata in un’azienda. Poi si è indebitata, le cose si sono complicate, ha chiuso. «Cercavo l’equazione per riuscire, ma avevo sbagliato i termini. Quando fallisci, soprattutto nell’impresa, finisci in un gorgo di solitudine, vedi le banche che si allontano, le persone che ti abbandonano».

Ora la parola successo la lascia a chi è rimasto ad inseguirlo, la sua strada è diventata, per l’ironia giusta della vita, quella di aiutare chi non sa se riuscirà a ripartire. Non a caso, proprio lo scorso dicembre la consulente è diventata presidente nazionale di una Onlus che proprio ad aprile lancerà un nuovo progetto a base volontaria per supportare gli imprenditori con una storia di fallimento e indirizzarli verso una ripartenza. Un team di coach e di mentori, per un anno, li seguirà gratuitamente e l’area test sarà proprio in Veneto,  quella terra di coraggiose microimprese spesso lasciate sole alle loro battaglie.

Nel futuro prossimo si prospettano sedi territoriali sparse per tutta Italia, forte del prezioso contributo della CNA.  Il sogno della trainer è quello di «creare dei nuovi momenti per gli imprenditori». Dei piccoli spazi etici dove anche la parola fallimento possa essere pronunciata senza il terrore di generare cataclismi aziendali ed esistenziali. Anche lei non resiste e, alla fine, tira fuori quella metafora riuscitissima, che sul web ha fatto scuola, del kintsugi. L’arte giapponese che, invece di nasconderle, orna di oro le ferite dei vasi, delle ceramiche frantumate. Un esercizio per risaltare le cicatrici e dare alla fragilità uno spazio di accoglienza. Gli errori si faranno sempre. E nonostante questo, tutti, a quanto pare, possiamo essere straordinari in qualcosa.

 

IL METODO GALLUP, IN BREVE

Si rassicurino gli scettici, la società Gallup specializzata nel tracciare le tendenze socio-economiche-demografiche, ha raccolto, con un lavoro sistematico durato 40 anni, i comportamenti di oltre 300 mila persone di successo nei più svariati segmenti sociali. Su un totale di 34 temi di talenti individuati, un test online di 117 domande permette di individuare i 5 predominanti. Oltre 1.000.000 studenti, in tutto il mondo hanno scelto questa strada per costruirsi un futuro su misura.

 

5 TALENTI INSOSPETTABILI, AD ESEMPIO

1-L’IPERATTIVO (ACTIVATOR) – Ha sempre bisogno di fare qualcosa per creare e stimolare gli altri. Eccelle nel lanciarsi a capofitto nelle cose: quando iniziamo?

2- L’ORGANIZZATORE (ARRANGER) – è multifunzionale e gestisce diverse variabili in contemporanea per ottimizzare il risultato. Più una situazione è complessa più cerca le combinazioni di massima efficacia.

3- IL FOCALIZZATORE (FOCUS) – una volta presa la decisione, resta concentrato sull’obiettivo e investe tutta la sua energia finché non lo raggiunge. Può essere paragonato a un missile.

4- IL PERSUASIVO (WOO) – Sa convincere gli altri, persuadendoli del suo punto di vista. È bravo a sedurre e a vendere e soprattutto vuole piacere a tutti i costi.

5 – IL MEDIATORE (HARMONY) – Sviluppa rapporti di collaborazione, creando armonia intorno a sé. Vuole a tutti i costi evitare le situazioni conflittuali.

Le storie sono la geografia del nostro territorio

Iscriviti alla newsletter privata che racconta gli spazi dove abiti.
Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)

Check Also

Alla scoperta dei quartieri di Verona: Cittadella

 Oggi, domenica 30 aprile, alle ore 15:00 un’insolita visita guidata è organizzata dall’Associazione Culturale Guide …

ISCRIVITI QUI

"per ricevere le newsletter con tutte le novità del territorio"

Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)
Secure and Spam free...