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Il presidente di Federmanager Verona Gianfranco Cicolin e il collega di Vicenza Adolfo Farronato

Federmanager: «Vicini ai dirigenti con formazione e welfare»

Una categoria, quella dei dirigenti d’azienda, che secondo il direttore generale di Federmanager Mario Cardoni, intervenuto sabato mattina a Soave, ha pagato di più, in punti percentuale, lo scotto della crisi. Tuttavia è in corso un riposizionamento dei manager che passa dalla formazione, dal continuo aggiornamento e dalle maggiori tutele in ambito sanitario e di previdenza pensionistica.

«Veniamo da anni molto difficili per la categoria. In termini percentuali, molto probabilmente, abbiamo pagato più di tutti, con un conseguente e inevitabile impoverimento delle competenze del Paese. Nonostante ciò, ci siamo difesi e ogni giorno cerchiamo di dare il massimo per tutelare i nostri associati, coinvolgendo in un’ottica lungimirante coloro che ancora non lo sono».

Così Mario Cardoni, direttore generale di Federmanager, intervenuto stamattina nella sala convegni di Borgo Rocca Sveva, a Soave, in occasione del workshop sul welfare organizzato da Federmanager Verona assieme a Federmanager Vicenza. Un’occasione importante per fare il punto delle situazione su alcuni temi chiave per il futuro di quadri, dirigenti, “professional” che stanno investendo molto anche sulla formazione per trovare un riposizionamento dopo aver perso magari il posto negli anni bui della nostra economia.

«Stiamo entrando in una nuova fase, quella della sviluppo. – prosegue Cardoni – Ci sono timidi segnali di ripresa e ne siamo felici. Noi di Federmanager abbiamo il compito di interloquire con le istituzioni, soprattutto sui temi di politica industriale, che per fortuna sono tornati al centro dell’agenda del Governo. Parliamo di energia, di siderurgia, di logistica, di trasporti, di infrastrutture e di industria 4.0, quest’ultima la nuova frontiera delle imprese e del lavoro, anche di quello manageriale».

«Il manager 4.0 esiste già, ma in settore identificabili e specifici come l’automotive, il packaging, l’hi-tech. In Italia abbiamo tessuto produttivo composto in particolare da piccole e medie imprese: se non gestiamo bene questo passaggio tecnologico in maniera diffusa, anche a livello di PMI, rischiamo di creare un “divide” difficilmente colmabile. Proprio per questo mettiamo a disposizione i nostri tanti manager che stiamo via via riformando e riorientando per assolvere a questo compito di “mediatori”» conclude il direttore generale di Federmanager.

«Noi siamo conosciuti o percepiti all’esterno quasi esclusivamente come un sindacato. – aggiunge Gianfranco Cicolin, presidente di Federmanager Verona – In Realtà soltanto il 20% della nostra attività è indirizzata verso questo scopo. La nostra associazione, specie in questo momento storico, ha come obiettivo primario quello di rimanere vicino ai dirigenti, di rappresentarli, di creare loro situazioni od opportunità che li metta nelle condizioni di avere maggiori vantaggi a parità di danari investiti. Con la galassia di enti che ruota attorno a Federmanager vogliamo offrire proprio questo, un quadro multiforme a supporto del manager, soprattutto in tema di welfare».

«Abbiamo organizzato questo evento in collaborazione con i colleghi di Verona e vorrei sottolinearlo. – aggiunge Adolfo Farronato, presidente Federmanager Vicenza – C’è una condivisone di idee e di pensiero. I nostri associati hanno sempre più bisogno di certezze e di sicurezze che non sono esclusivamente di tipo economico, ma anche a livello di garanzie in tema di coperture assicurative integrative, di fondi pensione, per garantire loro, comprese le famiglie, un futuro possibilmente più sereno di quello che hanno vissuto negli ultimi anni».

Al convegno si sono alternati anche i direttori di quattro enti che sono parte integrante di Federmanager (Prenvindai, Fasi, Praesidium e Assidai), i quali hanno fatto il punto sullo scenario generale che riguardava i temi sopracitati, sulle criticità del momento e sulle soluzioni, o le opportunità, che potrebbero essere colte dai professionisti.

Oliva Masini, direttore Previndai, ha sottolineato come i giovani dirigenti si debbano interessare al tema dei fondi pensione integrativi, poiché l’età pensionabile per i professionisti di oggi arriverà soltanto a settant’anni. Caterina Miscia, direttore Fasi, e Marco Rossetti, direttore Assidai, hanno ribadito l’importanza di avere delle coperture assicurative sanitarie integrative, specie per i soci provenienti da regioni in cui il sistema sanitario nazionale risulta essere più in difficoltà.

Stefano Natali, direttore Praesidium, ha chiuso la tavola rotonda moderata da Roberto Covallero, presidente Commissione Lavoro & Welfare e Capo Delegazione CCNL Federmanager.

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