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La Herbaria, racconto fantasy per la promozione di Molina

Conoscere e amare il territorio, il bosco con tutti i suoi esseri viventi, le Cascate di Molina e promuovere un modo di vivere meno frenetico, più umano, più attento e accogliente è l’obiettivo di Barbara Polettini Coffani in questa sua terza opera letteraria La Herbària.

Il libro. La Herbària – che si legge tutto d’un fiato – propone una storia popolare, sottolineando la capacità creativa innata nella donna e il grande amore dell’autrice per la natura. Nel racconto ci sono dei passaggi struggenti. Tra questi, l’indimenticabile: «Ogni azione che si compie ha un peso e delle conseguenze». Già, ma nella vita frenetica di oggi, riusciamo a pensare prima di parlare e agire? Là dove c’è vuoto e confusione, cerchiamo di «trovare la relazione fra le cose, il filo conduttore che crea ponti»? Il racconto, a mio avviso, gira intorno a questi concetti. Protagonisti: il Battimarzo, Malvina (la vecchia che vive nel e per il bosco), Rosa la giovane che nel bosco trova se stessa e alla fine la famiglia. Il re delle capre.

La lezione. La saggia Malvina precisa «Bisogna imparare ad ascoltare», consapevole che si impara, solo dagli anni che passano con le loro lezioni. Tuttavia a Rosa raccomanda «Non fermarti mai a ciò che vedi. Devi ascoltare, sentire e sentirti. Tutto ha una voce e ciò che ha una voce ha un’anima, buona o cattiva che sia, non importa.» E ancora «Ascolta il silenzio del bosco, fatto dal canto degli uccelli, dal fruscio del vento tra le foglie e dal gorgoglio dell’acqua. Ascolta. Sempre. E solo dopo di essere certa di aver ascoltato, pesa le tue parole e parla a tua volta». L’inizio della raccomandazione ricorda Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, «L’essenziale è invisibile agli occhi».

La trama. Rosa è una giovane, con capelli neri, carnagione scura e alcuni problemi fisici, seconda di altre due sorelle bionde e belle. La famiglia e la comunità apprezzano Rosa lavoratrice, ma “è diversa”, quindi facile da esporre ai dileggi: la accusano perfino di comandare i temporali e di pensare «di essere un Dio». Solo Malvina la rassicura: «Tu sei tu. Tu sei diversa. Sei una creatura libera, libera davvero. È questa la libertà sai. Fare quello che si desidera, seguire se stessi fino al limite e il limite sono gli altri. Essere liberi ti garantisce la solitudine, stanne certa» poi precisa «È raro che ciò che è diverso venga accolto. Anziché cercare di conoscerlo e farne tesoro o integrarne la ricchezza, si scatena la paura, il rifiuto e l’allontanamento».

Con Malvina, Rosa  scopre “l’altro mondo”. Quello del bosco, della natura e della responsabilità. Ai Vegri prende la sua grande decisione. Malvina le insegna le funzioni mediche delle piante e la spinge a salvarsi, dal linciaggio di parenti e compaesani, rifugiandosi nell’intricata Valena. La giovane attraversa la radura di rosa canina, i cespugli di artemisia e tenaceto, trova gli alberi, il grande cedro e il vecchio faggio,  contro il quale si addormenta, non prima di scoprire che quel terreno «soffice e profumato irradiava benessere». Risvegliatasi pensa che Malvina sia in pericolo e torna nella sua casa. La trova tramortita: c’è solo il tempo per il passaggio delle consegne. «E’ venuto il momento di onorare il tuo debito. Tu devi prendere il mio posto. Devi portare il mio fardello: non potrai negare aiuto a chi te lo chiederà, qualunque esso sia».

Rosa poi ritornò a Valena e incontrò il «re delle capre»: un albero tramutato in  ragazzo? Per alcuni anni vivono in una piccola cavità, casa di lui.  Qui Rosa impara a conoscere il bosco, i suoi esseri viventi e le loro leggi, il ritmo delle stagioni; scopre il cammino delle stelle e della luna, la  sorgente dei Veraghi che finisce nella spettacolari cascate di Molina: si sente in pace. «Nella buona compagnia non ci sta la malinconia». Tornerà poi nella casa di Malvina ai Vegri a fare il suo lavoro.

L’autrice. Barbara Polettini Coffani, insegnante e appassionata di antropologia, in questo romanzo lancia un importante messaggio: «siamo parte integrante del nostro habitat. Scopriamolo e rispettiamolo» parafrasando Il Piccolo Principe «addomestichiamolo».

L’autrice presenterà questa suo libro anche a Grezzana, il 17 marzo, alle 20,45, in sala Bodenheim del Centro “E. Turri” (Via A. Segni 2). Ingresso libero.

Il marketing territoriale è anche fantasy

Sebbene il libro usi il linguaggio del genere fantasy, “La Herbaria” ha delle radici molto solide: quelle delle terre di Molina e della Valpolicella, in cui la storia è ambientata. Tutti i luoghi citati nel libro sono autentici e precisamente localizzati, esplorati ed indagati dall’autrice, Barbara Coffani, in prima persona.

La storia narrata è non solo ambientata nel territorio, ma pensata e costruita dall’autrice esplorando il territorio, passeggiando tra i boschi e addentrandosi nelle zone più folte.

Il libro per i suoi contenuti e valori ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Fumane e di Legambiente Verona, in particolare per la valorizzazione del territorio e dell’ambiente dal punto di vista ecologico, naturalistico e della tradizione.

 

Guarda il booktrailer del libro a questo link.

Il libro è in vendita nella nostra libreria online: www.veronaexpo.com

Alessandra Scolari

Alessandra Scolari

Alessandra Scolari, laureata in Economia e Commercio, Università di Padova, una carriera nell'ambito amministrativo (fino ad assumere il ruolo di funzionario e dirigente), negli Enti fieristici di Verona e Vicenza. In questa veste scrive verbali, reporting e relazioni (specie ai bilanci) Ama molto i libri. Nel 1989 inizia il rapporto con il giornale L’Arena, in qualità di corrispondente del comune di Grezzana. Giornalista pubblicista dal 2007.
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