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“Piccolopiccolo Grandegrande”: mostra di Francesco Giombarresi a Palazzo Scarpa

Dal 21 aprile al 19 maggio 2017 a Palazzo Scarpa, in Piazza Nogara a Verona si svolgerà la mostra di Francesco Giombarresi “Piccolopiccolo Grandegrande”.  In continuità progettuale con gli eventi espositivi dedicati negli anni agli artisti outsiders, Banco BPM presenta, in collaborazione con Fondazione LAO, le miniature dell’artista siciliano.

L’inaugurazione, aperta al pubblico, si terrà giovedì 20 aprile alle ore 17.30 con la presentazione della curatrice dell’esposizione, Daniela Rosi, Presidente dell’Associazione LAO, presso la sede di Banco BPM, in piazza Nogara 2, a Verona. La mostra sarà aperta al pubblico dal 21 aprile al 19 maggio, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì con i seguenti orari: dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.35 alle 16.00, sempre presso la sede di Banco BPM.

Banco BPM, terzo gruppo bancario del Paese nato il 1° gennaio 2017 dalla fusione fra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, è storicamente e tradizionalmente da sempre al fianco della cultura e dell’arte. Contribuisce costantemente ai restauri dei principali luoghi storico-artistici delle città in cui è storicamente presente e sostiene le singole iniziative culturali nate sul territorio dalle principali istituzioni e associazioni.

Al tempo stesso si propone anche in qualità di organizzatore e promotore attivo di mostre, convegni ed eventi volti a diffondere la conoscenza storico-artistica, contribuendo in questo modo ad aumentare il valore dell’immenso patrimonio artistico italiano. Le collezioni presenti nel patrimonio dello stesso istituto, inoltre, sono state spesso oggetto di studio ed esposizioni rivolte al pubblico, anche all’interno dei locali che la banca ha a disposizione nelle varie sedi in cui è dislocata.

Il Banco BPM, con la Banca Popolare di Verona, interviene quindi ancora una volta nel settore culturale proponendo al pubblico – nella sua storica Sede di Verona in piazza Nogara, la mostra dell’artista siciliano Francesco Giombarresi.

L’ARTISTA. Francesco Giombarresi è nato a Vittoria, nel ragusano, nel 1930, di origine contadina, ha un’infanzia difficile, fugge dall’istituto a cui è stato affidato, non completa la scuola elementare ed è costretto ancora bambino alla dura vita del bracciante. Una vocazione insopprimibile per l’arte e la cultura (comincia a dipingere di nascosto già a dodici anni) lo tormenta nelle angustie della sua esistenza che lo vede presto capo di una famiglia numerosa costretta a vivere in una casa minuscola.

Emigrante a Milano, in Francia , in Germania, compie innumerevoli ritorni in Sicilia disfatto dalle fatiche affrontate.
In paese si fa la fama di persona eccentrica, per gli atteggiamenti da dandy nonostante la miseria, e perché sacrifica tutto il suo tempo libero scrivendo versi e improbabili trattati enciclopedici, facendo esperimenti chimici e alchemici con alambicchi, progettando strani macchinari, e infine dipingendo su ogni supporto, perfino sulle lenzuola di casa che taglia a piccoli pezzi. Ma, sentendosi incompreso sia dall’ambiente che dalla sua famiglia, spesso distrugge le sue opere.

Grazie all’interessamento di Leonardo Sciascia, conosce tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 un momento di notorietà nell’ambito dei pittori naïfs, e compie alcuni viaggi euforici ospite in Europa e negli Stati Uniti, ma il successo si rivela effimero procurandogli frustrazione e un doloroso rientro nella miseria di sempre. Vivrà in seguito grazie al sussidio dell’assistenza pubblica senza smettere mai di dipingere.

Al 2000 risale l’ultimo viaggio negli Stati Uniti, quando troviamo Francesco al seguito del corteo presidenziale di Bill Clinton in occasione del passaggio dal vecchio al nuovo millennio. Nel 2005 il Museo d’Arte Contemporanea di Caltagirone gli dedica una mostra personale, proponendone la collocazione critica nell’ambito dell’Art brut/Outsider art. Muore a Comiso nel 2007.

I suoi scritti e una selezione importante delle sue opere si trovano nella collezione del MACC di Caltagirone; altre opere sono in collezioni private siciliane, presso gli eredi e in The Museum of Everythingin di Londra che ha presentato per la prima volta l’artista nel 2016 nella mostra alla Kunsthal di Rotterdam.Giombarresi fu un artista apprezzato da Picasso, Kokoschka, Guttuso, Fiume e amico di Piero Chiara. Un artista famoso un tempo, tornato nell’ombra per un lungo periodo e oggi di nuovo sotto le luci della ribalta.

«L’esposizione di miniature di Francesco Giombarresi» spiega Daniela Rosi, presidente del LAO, Laboratorio Artisti Outsider, e curatrice della mostra «vuole essere prima di tutto un omaggio agli artisti che riescono a diventare tali formandosi da soli, in solitudine morale e nelle difficoltà» così come il nostro protagonista «un pittore contadino che si è formato lontano dalle accademie, alla scuola della vita, frequentando l’arsa natura siciliana: il mare, il lavoro dei campi, il cielo stellato e i tanti concittadini che spesso non lo capivano e le persone incontrate per caso».

Le miniature qui presentate «sono state viste solo una volta, lo scorso anno, alla mostra “Irregolari” di Cles, Trento. Verona è quindi la seconda piazza italiana a esporle. Un’occasione davvero interessante di vedere come il “piccolo” (dipingeva queste operine realizzandole con un pennellino ottenuto dal fondo di un cerino), possa divenire qualcosa di molto “grande”, proprio come ebbe a dire del suo lavoro Pablo Picasso: “Giombarresi è un grande pittore che dipinge piccolo piccolo” ». Da qui anche il titolo della mostra.

Infatti «Giombarresi» prosegue la curatrice «è stato un artista considerato grande dai grandi del mondo dell’arte, come Guttuso, Fiume, Kokoschka e Picasso e molto quotato negli anni Settanta ma che, una volta morti questi insigni sostenitori, è tornato a vivere nell’ombra della sua terra di Sicilia, il Ragusano, dove, nel Museo di arte Contemporanea di Caltagirone si conserva la maggior parte delle sue opere». Questo aspetto della sua vita artistica ci fa riflettere su uno dei grandi interrogativi del mondo dell’arte: «che cosa fa sì, o chi fa sì, che un artista sia considerato tale nel mondo dell’arte? L’arte quindi non è un “assoluto”, come ognuno di noi vorrebbe, ma una questione assolutamente relativa?» Domande che rimangono aperte, naturalmente, ma che fanno pensare.

 

Per informazioni: Banco BPM – Ufficio Stampa Maddalena Biasi / stampa@bancobpm.it

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