Le storie sono la geografia del nostro territorio

Iscriviti alla newsletter privata che racconta gli spazi dove abiti.
Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)
Home / Blog / Matteo Scolari / Sandro Veronesi, storia di un successo imprenditoriale

Sandro Veronesi, storia di un successo imprenditoriale

Nell’anno del 30° anniversario del Gruppo che ha fondato, l’imprenditore nato a Belluno Veronese è tornato sulla scena pubblica scaligera sostenendo con 100mila euro un’iniziativa promossa dal Comune di Verona: «Un’occasione per la città, un supporto al talento».

di Matteo Scolari

«Siamo da sempre legati a Verona. Pensiamo che supportare questo bando sia una grande occasione per la nostra città. Gli agenti atmosferici stanno danneggiando l’Arena e nostro primario obiettivo è salvaguardare l’Anfiteatro. L’iniziativa di sostenere un concorso di idee ci ha permesso anche di proseguire un percorso nel quale da sempre crediamo e investiamo: il supporto del talento, il creare occasioni concrete e reali possibilità professionali per le nuove generazioni». È con queste parole che l’imprenditore Sandro Veronesi, fondatore del Gruppo Calzedonia, ha motivato la scelta di sponsorizzare con 100 mila euro il Concorso internazionale di idee lanciato dal Comune di Verona per valutare una possibile copertura dell’anfiteatro romano, simbolo della città.

Una decisione che ha fatto felici molte persone e che forse ha lasciato anche qualche perplessità tra coloro che sono contrari a qualsiasi intervento su un bene storico di tale importanza. Tra favorevoli e non, quello che emerge è un pensiero, una filosofia propria di Veronesi, da sempre vicino con le sue aziende (e con la Fondazione San Zeno) ai progetti di valorizzazione territoriali volti ad esaltare il talento e la creatività delle persone, specie dei giovani.

Con il suo Gruppo, che quest’anno taglia il traguardo dei 30 anni di attività, Sandro Veronesi dà lavoro a più
di 32 mila persone con 4000 punti vendita in ben 42 Paesi nel mondo. Un fatturato consolidato che ha superato per la prima volta, nel 2015, i due miliardi di euro (2018 milioni), con un +9,3% rispetto all’anno precedente. Numeri da capogiro, inimmaginabili se pensiamo a quel primo bilancio del 1987 che toccò quota 250 milioni di lire. Dimensioni internazionali che, però, non hanno fatto mancare a all’imprenditore scaligero, Cavaliere del Lavoro, la voglia di investire sul territorio in cui è nato.

Ed ecco i tanti progetti finanziati a Verona e all’estero, come ricordavamo, ma anche le sponsorizzazioni nel mondo dello sport scaligero, volley e pallacanestro con Calzedonia e Tezenis, e la voglia di mantenere la sede qui e di far crescere il quartier generale dell’azienda proprio nella nostra città.

«Le aziende che riescono a raggiungere dimensioni internazionali sono quelle che possono creare valore e benessere nella zona in cui sono inserite» dichiarava qualche tempo fa ai microfoni di Pantheon lo stesso Veronesi «Se la sede, come nel nostro caso, è Verona, trovo giusto che i progetti interessanti, quelli di maggiore valore aggiunto, vengano fatti qui».

Gli anni dell’infanzia a fianco del papà idraulico, i primi conti, poi gli studi al liceo Galilei di Borgo Roma e tanta gavetta come cameriere e portiere d’albergo d’estate, in Inghilterra, in Francia e in Germania, per imparare le lingue, ma anche perché fortemente attratto dall’internazionalità.

Nel 1983 laurea con lode alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Verona, subito dopo il matrimonio a 25 anni e un ruolo di responsabile commerciale nell’azienda del suocero, fondatore del Gruppo Golden Lady.

«Ero attratto dal mondo delle vendite. Lo sono sempre stato. Vedevo attorno a me molte aziende, compresa quella in cui lavoravo, concentrate sul prodotto, che perdevano di vista l’obiettivo più importante: vendere. Iniziai a costruire reti commerciali. Mi confrontavo con grossisti nazionali e con quelli della grande distribuzione. Mi accorgevo che il margine restava in gran parte a loro. Troppi fornitori e pochi distributori. Fu così che pensai di vendere direttamente al pubblico».

A 26 anni Sandro Veronesi apre il suo primo punto vendita in via San Paolo, a Verona: «Non sapevo nemmeno cosa volesse dire essere un retailer, tuttavia mi buttai in questa avventura. Il primo negozio, vicino all’Università, pareggiava le spese; il secondo, in via Fama, andava peggio. A Legnago cominciai ad avere qualche soddisfazione in più e decisi di aprire in via Cappello, di nuovo a Verona. Lì capii che poteva funzionare. L’ostacolo maggiore, allora, era far comprendere alle persone che poteva esistere un negozio specializzato, e fin lì inedito, di sole calze».

Pian piano i negozi Calzedonia iniziano a proporre anche calzini da uomo e nei mesi estivi, per non trovarsi costretti a chiudere, costumi da bagno: «Prendemmo una stilista, una modellista, comprammo i tessuti e creammo la prima collezione. Investimmo nella produzione per poi occuparci direttamente della distribuzione. È ancora questo l’asse strategico di tutte le nostre aziende».

I clienti Calzedonia ben presto si affezionano al marchio che nel 1996 conta 150 negozi. Iniziano a chiedere l’intimo: «Avevo paura di snaturare il marchio Calzedonia e provai con coraggio a creare una nuova azienda con un nuovo brand: Intimissimi. Fu una scelta coraggiosa e al contempo prudenziale».

La crescita del Gruppo continua: nel 2003 è la volta di Tezenis, con una linea di prodotti giovane, attenta a quello che succede sui social e sul web, per intercettare i veloci cambiamenti che già in quel tempo si intravedono tra i ragazzi, specie con l’ascesa di internet. Poi l’acquisizione di Falconeri nel 2009, il lancio del progetto in un settore completamente diverso, quello dell’agroalimentare, con Signorvino e, infine, l’acquisto di Atelier Emè (abiti da sposa) nel 2015.

«Cosa distingue l’imprenditore dal manager? La predisposizione a prendersi dei rischi anche se non si è certi del risultato. È necessaria un po’ di incoscienza nelle scelte, da non confondere con la spavalderia. Sono convinto che l’imprenditore non debba avere l’obiettivo di essere perfetto e di capire tutto, ma piuttosto l’obiettivo di capire qualcosa in più dei propri concorrenti. È lì il cuore dell’essere imprenditori. Preparazione, perseveranza e un dolce equilibrio tra l’essere contenti di quello che si fa, di quello che si è fatto ieri, e il voler fare di più domani. Creando qualcosa di meglio di ciò che abbiamo e che magari ancora non c’è».

Oggi il 92% dei dipendenti del Gruppo è costituito da donne e il 68% del personale è sotto i 30 anni: dati significativi per capire l’identità dell’universo Calzedonia. Un modello d’impresa in cui nel tempo si è dato sempre più attenzione persone con la creazione del Centro d’Infanzia per i bimbi delle mamme lavoratrici e del Centro benessere con spa, corsi pilates, yoga, aquagym: «Fin che l’azienda è piccola, l’azienda la fa l’imprenditore stesso. Quando si diventa grandi, l’azienda la fanno le persone che vi lavorano e che credono in quello che fanno. L’ingrediente del successo aziendale è anche quello di farle star bene, che siano felici».

E intanto, per festeggiare il trentesimo anniversario, nel 2017 il Gruppo Calzedonia farà il suo debutto assoluto in Cina con i primi negozi monomarca. Una notizia che è stata comunicata pochi giorni fa sulle pagine di FashionNetwork.com dallo stesso Veronesi: «Nel mese di aprile apriremo a Shanghai uno store dedicato ai nostri marchi storici, Calzedonia e Intimissimi. Si tratterà del primo opening cinese, all’interno di un progetto che vedrà la nascita di vari nostri monomarca nel Paese, dove le consumatrici sembrano avere una predilezione per Calzedonia. Siamo già presenti con nostri punti vendita ad Hong Kong e in Giappone, lo sviluppo in Cina è un passo importante per la nostra crescita nell’area asiatica».

Un nuovo progetto di espansione che segue di due mesi l’annuncio della prima apertura negli Stati Uniti, a New York, cui seguirà, sempre nel corso del 2017, l’inaugurazione di una decina di negozi, nell’area della Grande Mela. «Vogliamo testare la risposta di un mercato dove ci sono concorrenti molto forti, che però non ci spaventano, c’è bisogno di alternative».

Le storie sono la geografia del nostro territorio

Iscriviti alla newsletter privata che racconta gli spazi dove abiti.
Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)

Check Also

eliporto lessinia cerro veronese

Anche la Lessinia ha il suo eliporto

Da un’idea del vicesindaco di Cerro Veronese, Rino Brunelli, subito sostenuta dall’Amministrazione comunale e da …

ISCRIVITI QUI

"per ricevere le newsletter con tutte le novità del territorio"

Email
Nome
Cognome
Cellulare (per ricevere il pdf del Magazine)
Secure and Spam free...