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the hooded guitar marco angelo
Foto di Annalisa Russo

“The hooded guitar”,il chitarrista incappucciato

Un cappuccio scuro, calato fin sotto gli occhi, una chitarra, l’energia e il ritmo del vero rock: ecco gli ingredienti principali della musica di “The hooded guitar”, nome d’arte di Marco Angelo, l’artista del mese che avete già sbirciato sulle pagine di #Pantheon75.

 

Partiamo da una precisazione, molti artisti che affollano il  variegato mondo della musica celano la propria identità dietro maschere, travestimenti o pesanti strati di trucco. Lo fanno per diversi motivi, per “fare scena” oppure per rendere più intense le performance live. Nel nostro caso però il cappuccio scuro tirato fino sotto gli occhi serve per preservare quell’alone di mistero e di curiosità che avvolge la musica e l’animo del nostro artista del mese. In particolare, è necessario a Marco Angelo per immergersi completamente nella propria arte dove la chitarra deve parlare, dove la chitarra è la vera protagonista dello show, mentre il musicista è lo strumento, il co-protagonista.

Ma tralasciando la parte prettamente scenica, stiamo parlando di un artista eclettico, di un “One man band”, influenzato da uno stile che mescola la creatività tecnica dei guitar hero americani come Steve Vai e Joe Satriani, accoppiandola con l’energia e la velocità di formazioni come Metallica e Nirvana.

Con diverse incisioni già sulle spalle, tra le quali proprio un tributo ai Metallica, Marco ha portato la propria musica in lungo e in largo, toccando le coste della Grande Mela, e suonando precisamente al Whisky a Go Go che, per chi mastica il genere, è un’istituzione, un tempio tra i locali dedicati alla musica live. Non a tutti infatti capita l’occasione di salire su un palco dove hanno suonato le grandi icone della musica mondiale. Un  po’ come se uno di noi, per rendere l’idea un po’ più “italiana”, si ritrovasse a giocare una finale dei mondiali di calcio.

Dopo questa  incredibile parentesi Marco, tornato nel Bel paese, ha ricominciato a suonare, pensare e progettare il proprio futuro, lavorando su un nuovo videoclip e un nuovo album. Nell’attesa però vi posso lasciare qualche indicazione su come e dove trovarlo. Fate in fretta però, chissà che non si unisca anche lui al grande esodo dei talenti italiani verso nuovi e distanti lidi.

Marco Nicolis

Marco Nicolis

Marco Nicolis, nato alla fine dei gloriosi anni ’80, dottore in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Verona. Calciatore fallito, ex-musicista incompreso, in compenso grande sognatore, spesso e volentieri ad occhi aperti. Un sorriso sempre stampato in faccia è il mio biglietto da visita. Mi considero una persona normale, infatti non sono né astemio né vegano. Uno dei miei grandi amori è la Fiorentina, ma qui non parliamo di bistecche.
Marco Nicolis

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